Nel
1996 3DFX immise sul mercato il suo primo chip-set, il famoso
Voodoo I. Si trattava di una coppia di chip operanti
a 50MHz: il primo (raster engine) amministrava la gestione
del framebuffer e dello z-buffer operando su 2MB di memoria
EDO (50ns di access time) tramite un bus a 64bit, il secondo
chip (texel engine) era dedicato alla gestione delle texture
ed operava su una memoria da 2MB identica alla precedente
ma separata e gestita da un secondo buffer a 64bit.
Le
avanzate scelte tecnologiche impiegate posero questo chip
una generazione avanti ai tentativi delle altre case produttrici.
Il divario era enorme: Voodoo I permetteva il rendering di
ben 45 Milioni di pixel al secondo con tutte le funzioni attivate
( texture a 16bit con filtraggio bilineare, Gouraud Shading,
Z-buffer 16bit e Frame buffer 16bit con dithering) e il setup
di oltre 800.000 triangoli al secondo. Numeri molto superiori
ai concorrenti che oltretutto non riuscivano a fornire le
stesse funzioni o la stessa qualità. Unica pecca, ma
del tutto trascurabile all'epoca: la risoluzione massima era
di soli 640x480 pixel.
Una
mossa molto importante fu indubbiamente quella di mettere
a disposizione degli sviluppatori una efficiente libreria
proprietaria (Glide), e lo stringere rapporti di collaborazione
con personaggi del calibro di J.Carmack (fondatore e programmatore
capo di Id Software).Sulla scia di Quake il successo non tardò
ad arrivare e rese la Voodoo I una scheda desiderata e apprezzata
dall' intero popolo dei videogiocatori.
Mentre
gli avversari si affannavano inutilmente per recuperare il
tempo e il prestigio perduto, 3DFX preparava il chipset che
l'avrebbe di li a poco definitivamente consacrata come leader
nel settore dell'accelerazione 3D. Nel 1997 vedeva infatti
la luce il Voodoo II. Le caratteristiche lasciarono tutti
a bocca aperta. Ben tre chip lavoravano in sinergia alla frequenza
di ben 90MHz: 2 texel engine operavano in parallelo su due
memorie separate da 2 o 4MB per il prelievo delle texture
realizzando il primo supporto hardware al dual-texturing realizzato
in un solo ciclo di clock. Il terzo chip operava su di un
frame buffer di 4MB il che permise il passaggio alla risoluzione
800x600. Il Voodoo II introdusse anche un'altra interessante
novità ossia la possibilità di usare due schede
PCI contemporaneamente con una tecnologia chiamata SLI (Scan
Line Interleaved) il che aumentava sia la velocità
che la risoluzione grafica (ben 1024x768).
Le
prestazioni finali erano enormi: 90 Milioni di pixel al secondo
con una o due texture (quindi 180 Milioni di texel massimi)
e potenziali 180Mpixel/s (360Mtexel/s) utilizzando due schede
contemporaneamente.Analogamente a quanto successo con il suo
predecessore, il Voodoo II divenne famoso per lo strepitoso
supporto a uno dei più famosi videogame del tempo:
Quake II.