Gary
Tarolli, Scott Sellers ed un gruppo di ingegneri fuoriusciti
da SGI ( Silicon Graphic ) fondarono 3DFX nel lontano 1994.
In quegli anni la grafica 3D accelerata era disponibile quasi
esclusivamente su costose piattaforme proprietarie ( famose
le workstation Risc di SGI, HP, IBM, etc.) e solo da poco
tempo avevano fatto il loro ingresso nel mondo del PC i successori
dei primi famosi videogiochi pseudo-3D ( Wolfstein3D e Doom
di Id Software ).
Nel
1995 l'evoluzione dei videogame cominciò a prendere
una piega decisamente orientata alla grafica tridimensionale:
si trattava di un periodo estremamente pioneristico dove i
migliori programmatori riuscivano a realizzare motori di rendering
completamente software e capaci di vere meraviglie ( per quel
periodo, ovviamente ). Possiamo citare alcuni best-seller
come Quake (Id Software), Tomb Raider (Eidos), F1 Grand Prix
2 ed altri classici.
L'enorme
interesse suscitato dai videogiochi 3D indusse in breve tempo
i più importanti produttori di schede grafiche di allora
(S3 in primis, ma anche Number9 e Matrox) a sviluppare le
prime soluzioni per l'accelerazione in hardware delle funzioni
di rendering. Fu così che videro la luce i primi chip
3D: S3 Virge, Rendition V1000, Mystique e altri.
Questi
chip non fornivano tuttavia prestazioni eclatanti e ciò
si univa allo scarso supporto da parte dei programmatori e
delineava una situazione completamente acerba. Le funzioni
di rendering supportate non erano complete per non parlare
delle specifiche tecniche insufficienti e ciò a sottolineare
il fatto che i grandi produttori di chip avessero forse sottovalutato
la portata di questa tendenza, o sarebbe meglio dire corsa,
alla grafica 3D.