Nel
seguito dell'articolo esamineremo diverse tecnologie di compressione
audio digitale che vanno per la maggiore in questo periodo,
tra cui l'MP3-pro, il VQF, il G2 di Real,
l'AAC di Dolby e ci soffermeremo sui diversi settori
in cui questi standard hanno trovato o sperano di trovare la
propria via. Precisiamo anzitutto una cosa: quando ci occupiamo
di uno standard di compressione, dobbiamo per prima cosa capire
qual'è l'insieme di applicazioni cui quello standard si rivolge.
Cerchiamo di essere più chiari ed esaminiamo a tal scopo la
tabella sottostante :
| Tipo
di formato |
Produttore |
Note |
Modalità |
| G2 |
RealNetworks |
Leader
nel mercato dello streaming audio |
streaming |
| TwinVQ |
Yamaha |
Incorporato
nell'MPEG-4 |
download |
| MP3 |
Fraunhofer
Ins. |
Parte
degli standard MPEG-1 e 2 |
download |
| AAC |
Dolby |
Parte
dello standard MPEG-2 |
download |
Probabilmente la parte della tabella
meno chiara è rappresentata dall'ultima colonna: il target di
utilizzo dello standard audio in questione. La modalità streaming
si riferisce alla possibilità per l'utente connesso alla Rete
di poter ascolatare l'audio mentre i dati vengono trasmessi,
senza cioè aspettare che la totalità del file sia stata scaricata
. La modalità download è il caso opposto: prima di poter ascoltare
il nostro file musicale, dobbiamo aspettare che esso risieda
"in toto" nel nostro hard disk. La modalità streaming ha pregi
e difetti: se da un lato c'è l'immediata fruibilità del brano
ascoltato, dall'altro c'è il fatto che se la connessione è lenta,
come quella di un modem 56K, l'audio deve essere pesantemente
compresso il che deteriora inevitabilmente la qualità del playback
(riproduzione in inglese). Ben diverso è il caso in cui uno
disponga di una connessione X-DSL . Al solito, è l'evolversi
delle infrastrutture della rete che spesso segna la linea di
confine fra il successo e la scomparsa di una certa codifica
di compressione.
L'MP3 è inadatto per applicazioni streaming perchè a
bassissimi bit-rate produce una qualità troppo bassa per risultare
accettabile. Invece il formato di RealNetworks eccelle nella
riproduzione con bassissimi bit-rate, è veloce sia in sede di
codifica che di codifica e quindi ben si presta ad essere implementato
laddove venga richiesto un alto grado di trasparenza temporale,
ovvero assenza di ritardi fra l'invio dei dati e la loro successiva
elaborazione. Nel nostro caso elaborazione coincide con riproduzione.
Chiarito che, al solito, non esiste
l'algoritmo di compressione migliore in assoluto, ma che
i risultati dipendono dal campo applicativo cui un particolare
standard è rivolto, possiamo iniziare l'esame dei differenti
schemi di codifica audio che attualmente rappresentano lo "stato
dell'arte" in materia di compressione:
MP3-PRO L'evoluzione
della specie
VQF e Real Audio G2
Le alternative
AAC Lo
standard del futuro ?