Brevemente
vorrei parlare delle molte giustificazioni e riparazioni che
Intel ha cercato di addurre alla povertà dei risultati dei
primi benchmark eseguiti sul P4: subito si è fatto ricorso
all'argomento secondo cui un'architettura avanzata come quella
del P4 richiede un'accurata ottimizzazione del software per
esprimere tutte le sue potenzialità.
Questo argomento appare poco convincente sotto vari
aspetti:
1: Chi acquista oggi un processore, particolarmente
se costoso e dedicato al mercato professionale, vuole eseguire
i suoi programmi e le sue applicazioni con un vantaggio in
termini di velocità che sia assolutamente proporzionale alla
spesa che sostiene; investire una forte cifra su una tecnologia
che aspetta ancora dei campi di applicazione ottimali equivarrebbe
a comprare Ronaldo per metterlo nella squadra di sumo in attesa
che in Giappone lo sport nazionale diventi il calcio (cosa
che, comprensibilmente, potrebbe non accadere).
2: AMD non ha mai beneficiato di particolari ottimizzazioni
ed ha diretto le sue ricerche allo sviluppo di una tecnologia
che desse il meglio su un campo costruito dal suo leader di
sempre, Intel. Per questo motivo si deve diffidare da benchmark
eseguiti tramite programmi ottimizzati: l'attenzione che le
case di software dedicano allo sviluppo di ottimizzazioni
specifiche è proporzionale alla penetrazione dell'architettura,
la quale non può affermarsi se non, prima di tutto, dando
risultati soddisfacenti anche sulle applicazioni attuali.