Appena
lanciato sul mercato (1999) il K7 ha subito impressionato
per la straordinaria prestanza proprio in quei settori ritenuti
fino ad allora i punti deboli dei processori AMD, in particolare
grazie ad una velocissima FPU. Ha anche conquistato
il pubblico dei patiti dell'overclock con la possibilità di
variare il moltiplicatore della velocità esterna (possibilità
questa negata agli utenti Intel a partire dalle primissime
generazioni di Pentium2). Qualche problema di compatibilità
esisteva ancora a causa delle molte novità introdotte nell'architettura
e del non efficientissimo chipset sviluppato dalla stessa
AMD, l'Irongate (AMD 750). Alle carenze dell'Irongate comunque,
ha presto supplito l'interesse di produttori di chipset, particolarmente
VIA, la stessa che per conquistare nuove fette di mercato
andava proponendo chipset alternativi al vecchio BX per piattaforme
Intel (la serie Apollo).
Il
ritorno allo zoccolo, dopo la costosa e inutile transizione
allo slot (seguita anche da AMD per facilitare il compito
dei produttori di schede madri), ha segnato anche la pressoché
completa maturazione delle piattaforme AMD Athlon e relativi
chipset, rendendoli il termine di paragone, sia come prezzo
che come prestazioni; questi processori, dopo aver conquistato
l'utenza domestica e aver convinto molti OEM, si avviano oggi
a competere con Intel in un settore tradizionalmente di suo
appannaggio: il settore business. Inoltre con una decisa espansione
degli impianti produttivi, AMD è riuscita a tenere testa a
tutte le richieste di CPU, colmando una sua precedente lacuna.
Intel dal canto suo, completamente
impreparata (sia dal lato tecnologico che commerciale) a sostenere
una concorrenza improvvisamente vivace, ripetutamente battuta
in prove comparative e nella battaglia per la frequenza di
clock più alta (il cui valore psicologico è comunque rilevante)
ha prima spinto oltre il suo limite la ormai obsoleta architettura
P6 (il Pentium3 a 1.13 Ghz è stato oggetto di un massiccio
e costoso ritiro dalla circolazione per malfunzionamenti)
e ha poi buttato nella mischia il suo lungamente annunciato
Willamette, alias Pentium4. Forse (a giudicare dai
risultati) con troppo anticipo rispetto ai tempi di sviluppo
ancora necessari, sperando di poter sorprendere a sua volta
la casa di Sunnyvale con un prodotto radicalmente nuovo.
Ma così non è stato, ed è storia di questi giorni.