E'
passato poco più di un anno dall'introduzione sul mercato
della tecnologia a 0.18 micron che già si parla
di tecnologie 0.15 micron e 0.13 micron. Sia
per Intel che per AMD la corsa al GigaHertz è stata
indubbiamente la prova più impegnativa degli ultimi
anni e se è vero che AMD ne è uscita a testa
alta è anche vero che Intel potrebbe essere la prima
a produrre nuovi processori a 0.13 micron e recuperare
così il terreno perduto.
Circa
un anno fa Intel per prima portò la tecnologia a
0.18 micron nella sua famiglia di processori PIII. Il
vecchio 'core', chiamato in codice Katmai (0.25 micron
e 2V), non riusciva più a garantire velocità
superiori ai 600MHz con rese di fabbricazione accettabili.
Inoltre la Cache L2 montata sulla stessa scheda del processore
e cloccata a frequenze che raggiungevano i 300MHz, cominciò
a diventare eccessivamente costosa. Il passaggio agli attuali
0.18 micron permise a Intel la creazione di un nuovo
core, il Coppermine (0.18 micron e 1.6-1.7V), dotato
di 256Kbyte di L2 Cache a piena velocità integrata
nel 'die' e capace di portare il PIII verso l'ambita meta
del GigaHertz.
L'euforia
è durata poco perchè solo alcune decine di MHz
in più sono bastate per far emergere le notevoli difficoltà
incontrate da Intel nel tentativo di spingere in alto la frequenza
di funzionamento del Coppermine. E' ormai famoso l'annuncio
del ritiro dal mercato dei processori PIII a 1.130 GHz per
malfunzionamenti e anomalie causati dall'eccessivo riscaldamento.
Un duro colpo per Intel che si è trovata improvvisamente
spiazzata rispetto al concorrente AMD e incapace di offrire
soluzioni al top neanche nel settore entry level dove aveva
dominato gli anni prima con il Celeron.
Il
Celeron è rimasto infatti sostanzialmente menomato
nelle prestazioni dall'ostinata scelta di Intel di dotarlo
esclusivamente di un FSB (Front Side Bus) a 66MHz.
Ciò porta ad un sottoimpiego della potenza del core
che pure ha subito revisioni e consistenti aumenti di frequenza.
Unica consolazione: un'ottima penetrazione nel mercato dei
portatili dove produttori come Toshiba propongono da tempo
versioni speciali del Celeron mobile dotate di bus a 100MHz.