ADSL
permette di risolvere questi problemi con un approccio diverso.
Il trucco consiste nello sfruttare il più possibile la capacità
di banda del doppino telefonico che collega l'utente alla
prima centrale telefonica e qui deviare il flusso dati su
una rete ad alta capacità di banda (ATM) separandolo dal canale
telefonico sottostante che mantiene così inalterate le sue
funzionalità. L'idea di gestire separatamente il servizio
telefonico e i dati sullo stesso tratto di cavo permette di
raggiungere tutti gli utenti usando le infrastrutture esistenti
(e quindi a basso costo) e tramite la differenziazione dei
servizi che avviene in centrale è possibile ottimizzare la
trasmissione dati utilizzando reti dedicate (ATM) più adatte
delle reti telefoniche ad ospitare il transito di dati.
Infatti
il problema del normale collegamento telefonico non è il doppino
in rame ma lo standard stesso dei collegamenti telefonici
che essendo pensati per la voce (o poco più) pongono grossi
limiti al trasferimento dati. Oltre alla maggiore velocità
di collegamento, questo sistema risolve anche il problema
della durata dei collegamenti. Visto che ATM è una rete a
commutazione di pacchetto (come il protocollo TCP/IP) e non
a commutazione di circuito (come quella telefonica) è possibile
stabilire collegamenti virtuali permanenti tra centrali e
ISP e risolvere il problema della persistenza della connessione.
ADSL necessita di un modem dal lato utente e di uno dal lato
della centrale telefonica, questi modem permettono di sfruttare
al meglio la massima banda del doppino telefonico e permettono
la coesistenza di traffico telefonico e traffico dati.
Con
ADSL sul doppino si può gestire in contemporanea:
-Un
canale telefonico analogico (300-3400 Hz) + teletax (12KHz)
-Un canale numerico da rete a utente (Downstream fino a 8Mbit/s)
-Un canale numerico da utente a rete (Upstream fino a 1Mbit/s)
Le prestazioni reali nella trasmissione dati dipendono dalle
condizioni della linea, in particolare dalla lunghezza del
collegamento utente-centrale, dal numero di derivazioni, dalle
interferenze. Sfruttare appieno la banda del doppino non è
infatti cosa facile. Un tratto di cavo si comporta come una
antenna e capta tutte le interferenze del mondo circostante,
il risultato è che più si va in alta frequenza e più il rumore
è elevato ponendo al fine un limite alle frequenze utilizzabili
per la trasmissione dati.
Le tecniche utilizzate per la
trasmissione sono le più varie (QAM, CAP, DMT, DWMT) ma la
più frequente è la DMT (Discrete Multi-Tone) ossia una modulazione
multi-portante. Questa tecnica consiste nel suddividere la
banda del doppino (1MHz circa) in 256 sottobande da 4KHz,
ciascuna sottobanda accoglie un flusso dati in modulazione
QAM (Quadrature Amplitude Modulation), il bit-rate su ciascuna
sottoportante è variabile con le condizioni di rumore del
singolo canale in modo da sfruttare maggiormente i canali
'puliti' (quelli in bassa frequenza) rispetto a gli altri.
Infine la trasmissione dati è asimmetrica, ossia il canale
rete-> utente (download) è molto più capace di quello utente
-> rete (upload), questa scelta permette di ridurre le possibili
interferenze tra i due canali e quindi di sfruttare maggiormente
la banda del doppino nella direzione che maggiormente interessa
(che per l'accesso Internet è il downstream). In figura possiamo
vedere l'allocazione spettrale del doppino in ADSL con DMT.